Domanda di: Maria Colombo | Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
(32 voti)
Eppure i filosofi che hanno viaggiato non sono pochi: da Platone a Giordano Bruno, da Agostino di Ippona a Nietzsche, una riflessione su come il viaggio ha influenzato la filosofia.
Inoltre per la filosofia il viaggio ha un forte legame con la scoperta del proprio sé, della propria identità personale: viaggiare per conoscersi, per riscoprirsi e poi, al ritorno, ritrovarsi diversi e rinnovati. In questo senso possiamo fare riferimento al pensiero di Nietzsche.
Fin dall'antichità il viaggio è stato spesso usato come una metafora della vita. La partenza, il pecorso e l'arrivo rendono bene l'idea della ciclicità della vita e del suo dinamismo, rendendolo quindi anche un fenomeno psicologico, non solo economico.
Il viaggio, infatti, nelle sue fasi (partenza, percorso e arrivo) rende l'idea della ciclicità della vita e del suo dinamismo. Il viaggio è, quindi, un'esperienza interiore dell'individuo che richiama la circolarità della vita: la nascita, l'adolescenza-la fase adulta e la morte.
Per il mondo medievale, il viaggio è fondamentale come esperienza simbolico-metaforica perché è la metafora della vita: la vita è un viaggio, dalla nascita fino alla morte, dopo la quale vi è il passaggio alla vita eterna. Quindi, tutte le volte che si viaggia si ripercorre spiritualmente il viaggio dell'esistenza.