I reati a citazione diretta sono un tipo di reato (contravvenzioni o delitti con pena massima di 4 anni di reclusione) per cui il Pubblico Ministero può citare direttamente l'imputato a giudizio, saltando l'udienza preliminare, per velocizzare il processo, attraverso un Decreto di Citazione a Giudizio, che deve contenere dettagli precisi del reato e avvisi per l'imputato, il quale può comunque chiedere riti alternativi come il giudizio abbreviato prima della sentenza.
Il pubblico ministero esercita l'azione penale con la citazione diretta a giudizio quando si tratta di contravvenzioni ovvero di delitti puniti con la pena della reclusione non superiore nel massimo a quattro anni, o con la multa, sola o congiunta alla predetta pena detentiva.
Qual è la differenza tra rinvio a giudizio e citazione diretta a giudizio?
Nei casi in cui non è prevista l'udienza preliminare, il Pubblico Ministero non chiede il rinvio a giudizio dell'imputato ma emette un atto denominato “citazione diretta a giudizio”. In questi casi non è prevista l'udienza preliminare ma un'udienza dallo scopo simile chiamata udienza predibattimentale.
Il Decreto Di Citazione Diretta A Giudizio rappresenta un passaggio fondamentale nel procedimento penale italiano. Si tratta di un atto con cui il pubblico ministero dispone che un soggetto venga processato senza passare dall'udienza preliminare.
L'udienza preliminare è prevista per i reati più gravi, di competenza del Tribunale collegiale o della Corte d'Assise, e per i delitti di competenza del Tribunale monocratico puniti con una pena detentiva superiore a 4 anni (o con multa, sola o congiunta). Non si svolge per reati minori (contravvenzioni o delitti con pene più lievi) e in casi specifici come il giudizio immediato, direttissimo o riti alternativi scelti anticipatamente, dove si procede con la citazione diretta o altri riti.