Quali verbi difettivi non hanno il participio passato?

Domanda di: Ing. Cesidia Marini  |  Ultimo aggiornamento: 8 aprile 2026
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I verbi difettivi privi di participio passato (e dunque dei tempi composti) sono quelli che mancano di alcune forme verbali, rendendo spesso cacofonica o inesistente la loro coniugazione al passato prossimo. Tra i più comuni figurano: competere, concernere, convergere, dirimere, esimere, incombere, prùdere, soccombere, splendere, stridere, vertere, vigere.

Quali sono i verbi difettivi che non hanno il participio passato?

Alcuni verbi come competere, concernere, convergere, dirimere, discernere, esimere, incombere, inerire, soccombere, splendere, transigere non hanno il participio passato, quindi non possono formare i tempi composti. Un povero consunto vestitino di casa (I. Svevo, La coscienza di Zeno).

Come si chiamano i verbi che non hanno il participio passato?

Prudere, convergere sono verbi difettivi mancano appunto o difettano di alcune forme e non hanno coniugazioni non avendo il participio passato possono essere usati esclusivamente nei tempi semplici per i tempi composti bisogna ricorrere a verbi con lo stesso significato.

Perché il verbo splendere non ha il participio passato?

Il verbo "splendere" fa parte di verbi difettivi, ossia quei verbi che non si possono declinare in tutti i modi, tempi e persone. Detto questo, il participio passato, seppur usato raramente in quanto cacofonico, è "splenduto". "Spleso" e "splento", invece sono strafalcioni.

Quali sono alcuni verbi difficilissimi da coniugare in italiano?

Alcuni dei verbi che presentano irregolarità nella formazione di tempi diversi dal participio passato e dal passato remoto sono: bere, cogliere, condurre, cuocere, dolere, dovere, giacere, godere, nuocere, piacere, porre, potere, rimanere, sapere, scegliere, sedere, tacere, tenere, togliere, trarre, valere, volere.

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