Quando devo usare l'imperfetto?

Domanda di: Flaviana Ricci  |  Ultimo aggiornamento: 12 giugno 2026
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L'imperfetto indicativo si usa per descrivere azioni passate abituali, continuative, simultanee o non concluse, definendo il contesto ("descrizione") senza specificarne inizio o fine precisi. Si utilizza per abitudini ("da piccolo giocavo"), descrizioni di luoghi/persone ("era alto"), stati d'animo, meteo ("faceva caldo") e azioni interrotte.

Quando si usa l'imperfetto esempio?

IMPERFETTO, INDICATIVO

  • Camminavo sotto la pioggia da ore.
  • Faceva sempre colazione con pane e burro.
  • All'improvviso prendeva la pistola e apriva il fuoco.
  • Per poco non vincevamo il campionato.
  • Mi scusi, volevo domandarle una cosa.
  • Se me lo dicevi, non sarei venuto.
  • Allora andavo su Marte e incontravo Giulio Cesare.

Quando si usa l'imperfetto in italiano?

Al contrario, l'imperfetto è usato: per parlare di eventi simultanei, contemporanei nel passato, ossia eventi che avvenivano nello stesso momento/ periodo nel passato.

Quando si usa l'imperfetto e quando il passato prossimo?

In linea di massima il passato prossimo narra eventi e situazioni passati e circoscritti nel tempo, considerati conclusi (perfetti), percepiti però come psicologicamente vicini; l'imperfetto si riferisce invece ad azioni incompiute nel passato, di cui non si conosce l'inizio e la fine.

Come si spiega l'imperfetto ai bambini?

L'indicativo imperfetto indica un'azione passata che ha avuto una certa durata e continuità, oppure un abitudine ripetuta nel passato. fare: facevo, facevi, faceva, ecc. dire: dicevo, dicevi, diceva, ecc. bere: bevevo, bevevi, beveva, ecc.

Imperfetto o passato prossimo? | Quando si usano l'imperfetto e il passato prossimo in italiano?