Quando il datore di lavoro può rifiutare la cessione del quinto?
Domanda di: Sig. Ettore Bianco | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
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Il datore di lavoro si può rifiutare di accettare una pratica di cessione? Il datore di lavoro non può rifiutarsi di accettare la pratica di cessione del quinto, ma deve darne approvazione attraverso l'atto di benestare necessario per l'erogazione del finanziamento.
La cessione del quinto può essere negata sia se si è lavoratori sia se si è pensionati. Innanzitutto, la richiesta verrà indubbiamente respinta nel caso di mancata copertura assicurativa relativamente al richiedente, una garanzia obbligatoria in questo particolare tipo di finanziamento.
Cosa fare se la cessione del quinto viene rifiutata?
In realtà, seppur in casi abbastanza infrequenti, può capitare che la richiesta di cessione del quinto venga rifiutata. In alcuni casi il blocco della richiesta può essere superato direttamente presso l'istituto cui ci si è rivolti, in altri casi invece serve cambiare ente erogante.
La Cessione del quinto può essere richiesta da lavoratori dipendenti, assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato, a prescindere dall'impiego. Non è possibile richiederla se si è imprenditori, artigiani, o liberi professionisti, a prescindere dalle loro entrate nette mensili.
Solitamente l'ammontare minimo del TFR che viene richiesto deve corrispondere almeno a 6 mesi di anzianità lavorativa. Questo dovrebbe essere sufficiente a garantire all'ente assicurativo che, in caso di licenziamento del lavoratore, la somma potrà essere coperta almeno in parte dal TFR accumulato.