Quando il datore di lavoro ti manda a casa?

Domanda di: Rosalba Parisi  |  Ultimo aggiornamento: 23 novembre 2023
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Il «mandare a casa» in anticipo rappresenta una forma di mora del datore di lavoro. Secondo la legge siamo di fronte ad una tale mora quando il datore di lavoro impedisce per sua colpa la prestazione del lavoro o è altrimenti in mora nell'accettazione del lavoro (art. 324 CO).

Quando il datore di lavoro urla al dipendente?

Sfuriata del datore contro il lavoratore: non scatta il reato di maltrattamenti. Il datore di lavoro è libero di rimproverare il dipendente e di eccedere, eventualmente, in vere e proprie sfuriate: il suo comportamento, infatti, non è passibile di denuncia né di un'azione di risarcimento del danno.

Cosa controlla il datore di lavoro?

Il datore di lavoro si occupa principalmente della:
  • corretta informazione sui pericoli presenti sul luogo di lavoro;
  • formazione relativa alla sicurezza dei lavoratori;
  • sorveglianza e messa in sicurezza degli ambienti di lavoro al fine di prevenire infortuni o malattie professionali dei lavoratori.

Cosa fare se il tuo datore di lavoro non ti fa lavorare?

Il primo passo è quello di andare presso la Direzione Provinciale del Lavoro (Servizio Ispezione del Lavoro) della provincia presso la quale ha il domicilio (o presso la D.P.L. ove presta la propria attività lavorativa) e contattare l'ispettore di turno.

Cosa fare se si lavora più ore rispetto al contratto?

Lavorare più ore di quanto stabilito dal contratto giustifica il risarcimento danni: così si è espressa la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, stabilendo che, in caso di ore di lavoro eccessive rispetto a quanto previsto dal contratto collettivo, il datore è tenuto a risarcire i danni al dipendente.

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