L'Inps erogherà a marzo la rivalutazione e gli arretrati per le pensioni superiori a 2.101,52 euro (pari a quattro volte il minimo). Lo precisa l'Istituto in una nota nella quale ricorda che per gli assegni fino a questa cifra si è erogata già da gennaio la rivalutazione rispetto all'inflazione del 100%.
Quando saranno pagate le rivalutazioni delle pensioni?
Come funziona nel 2023
Da gennaio 2023 le pensioni saranno rivalutate in modo significativo, consentendo un'importante tutela del potere d'acquisto e portando di conseguenza un adeguamento al costo della vita per tutti, seppur parziale.
Chi ha diritto all'aumento della pensione nel 2023?
In sostanza chi ha una pensione fino a 2.101,52 euro continuerà ad ottenere un beneficio pieno in termini di aumento, mentre chi ha una pensione più alta di 2.101,52 euro sarà svantaggiato perché l'aumento sarà inferiore rispetto a quello che avrebbe ottenuto con il precedente sistema di rivalutazione.
Come funziona la perequazione automatica delle pensioni?
La perequazione automatica è un meccanismo che consente di adeguare annualmente l'importo delle pensioni all'aumento del costo della vita, così da conservarne immutato il reale potere d'acquisto.
La nuova Legge di Bilancio stabilisce che, solo per il 2023, l'importo delle pensioni minime passerà dai 525,38 euro a 600 euro. Varrà solo per gli over 75 ma senza limiti di reddito. Inoltre, chi ha superato la soglia d'età richiesta, oltre alla rivalutazione base del 7,3%, percepirà un 6,4% aggiuntivo.