Domanda di: Ausonio Longo | Ultimo aggiornamento: 29 maggio 2026 Valutazione: 4.4/5
(60 voti)
La TARI non deve più essere pagata quando un immobile è inagibile, inabitabile, o privo di utenze (luce, acqua, gas) e non arredato. L'esenzione scatta anche per abitazioni disabitate, parti condominiali comuni o in caso di prescrizione del tributo dopo 5 anni. È necessario presentare formale dichiarazione al Comune.
Il Regolamento TARI, art. 29 prevede l'esenzione dal versamento della tassa sui rifiuti (TARI) per locali inagibili/inabitabili o privi di tutte le utenze attive di servizi di rete e non arredate. Per usufruire di questa esenzione occorre presentare una dichiarazione.
La domanda va fatta in Posta oppure chiamando il numero verde 800 776 883. In diversi Comuni è stato approvato un regolamento che prevede l'esenzione della Tari per chi ha compiuto una certa età, solitamente 65 anni, e ha un Isee, però, molto basso, ovvero tra i 6.000 e i 9.000 euro.
Se il tribunale conferma, anche solo parzialmente, l'obbligo di pagamento della Tari, la prescrizione non è più di 5 anni, ma segue il termine ordinario di 10 anni. Le cartelle esattoriali relative alla Tari seguono lo stesso termine di prescrizione della tassa stessa, ovvero 5 anni.
Scatta l'esenzione sulla TARI per gli immobili disabitati o inagibili e, dunque, più in generale, per tutte quelle abitazioni che non sono utilizzate. L'assenza di collegamenti idrici, elettrici o fognari consente di avere una dimostrazione dell'inagibilità o inabitabilità dell'immobile.