Domanda di: Dott. Ortensia Costa | Ultimo aggiornamento: 29 aprile 2026 Valutazione: 4.7/5
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Il canone concordato si può fare per contratti residenziali di tipo 3+2 anni (il più comune), transitori (1-18 mesi, per esigenze specifiche) e per studenti universitari (6-36 mesi), sempre in Comuni che hanno stipulato Accordi Territoriali e rispettando i limiti di canone previsti da tali accordi, per ottenere vantaggi fiscali e stabilità. Deve essere registrato e l'immobile deve essere abitativo, destinato ad abitazione principale, con alcune eccezioni.
Quando è possibile applicare il canone concordato?
Il canone concordato può essere applicato ai contratti: Locazione Transitoria a canone concordato (con durata da 1 a 18 mesi) Contratto per Studenti Universitari (con durata da 6 a 36 mesi) Locazioni Agevolate con durata 3/4/5/6 anni + rinnovo 2 anni.
E' prevista un'aliquota ridotta al 10% per i contratti di locazione a canone concordato relativi ad abitazioni ubicate: nei comuni con carenze di disponibilità abitative (articolo 1, comma 1, lettere a) e b) del decreto legge 551/1988).
Qual è la differenza tra la cedolare secca e il canone concordato?
La cedolare secca è un'unica tassa con tassazione pari a: 21% del canone annuo qualora il contratto di affitto sia a canone libero. 15% se è a canone concordato.
Quale contratto di affitto conviene per pagare meno tasse?
Quando conviene il 10%
È il regime più vantaggioso in assoluto. L'aliquota ridotta si applica solo ai contratti a canone concordato, ma rappresenta un vantaggio fiscale notevole: Un contratto da 600 € al mese (7.200 € annui) → cedolare secca al 10% = 720 € di imposta.