Quando si può essere sfrattati?

Domanda di: Maria Rizzo  |  Ultimo aggiornamento: 19 aprile 2026
Valutazione: 5/5 (23 voti)

Lo sfratto è possibile principalmente per morosità (mancato pagamento affitto/spese) o per finita locazione (scadenza contratto, con preavviso di 6 mesi), oltre a casi di necessità del proprietario (es. abitazione). Si avvia con l'intimazione giudiziale, richiede l'assistenza legale e si conclude con l'intervento dell'Ufficiale Giudiziario se l'inquilino non rilascia l'immobile spontaneamente, potendo usufruire di termini di grazia (30 giorni) e proroghe.

Quali sono i motivi per sfrattare un inquilino?

Cosa significa sfratto per necessità?

  • Uso abitativo o professionale personale o familiare. ...
  • Disponibilità di un altro alloggio da parte dell'inquilino. ...
  • Gravi danni strutturali. ...
  • Ristrutturazione o demolizione. ...
  • Inutilizzo da parte dell'inquilino. ...
  • Vendita dell'immobile.

Qual è la morosità minima per lo sfratto?

Quanto tempo richiede uno sfratto per morosità

2-4 mesi se l'inquilino non si oppone e non paga. 6-12 mesi o più se ci sono opposizioni, richieste di termine di grazia, o ritardi nell'esecuzione forzata.

Quando lo sfratto può essere eseguito?

Lo sfratto per morosità si verifica quando l'inquilino non paga il canone di locazione per un determinato periodo, solitamente oltre 20 giorni dalla scadenza del termine pattuito. Il mancato pagamento costituisce una violazione del contratto e autorizza il locatore a richiedere lo sfratto tramite il tribunale.

Quando non si può mandare via l'inquilino?

La legge tutela quindi gli inquilini impedendo che possano essere mandati via senza alcuna ragione. Ciò significa che un conduttore in regola con il pagamento dei canoni e delle altre spese (quelle di condominio, ad esempio) non può temere alcuno sfratto.

QUANTO CI VUOLE PER SFRATTARE UN INQUILINO?