Vendere parte delle azioni in perdita (stop loss) è una strategia per limitare ulteriori danni, solitamente consigliata quando il titolo scende del 7-8% rispetto al prezzo d'acquisto o se i fondamentali aziendali peggiorano. Questa azione trasforma la perdita virtuale in minusvalenza realizzata, utile per compensare future plusvalenze fiscali.
Se emergessero segnali negativi nei bilanci, riduzione degli utili, aumento dell'indebitamento o perdita di quote di mercato, potrebbe essere il momento di vendere, soprattutto se questi segnali non erano previsti al momento dell'acquisto.
In campo finanziario, “mediare” vuol dire acquistare un titolo già presente in portafoglio a un prezzo più basso del precedente acquisto, così da abbassare il prezzo medio di carico. Facendo ciò, si abbassa il prezzo medio d'acquisto sperando in un più facile recupero della perdita subita.
Quando vendere le azioni per non perdere il dividendo?
Puoi vendere le azioni dal giorno stesso dello stacco senza perdere il dividendo. COSA SUCCEDE AL PREZZO DELLE AZIONI DOPO LO STACCO DEL DIVIDENDO? Il prezzo del titolo viene rettificato automaticamente al ribasso di un importo pari al dividendo.
Ad esempio, se l'amministratore-socio riceve un compenso annuale di 40.000 euro, tale importo riduce l'utile della società, che pagherà meno IRES. Il socio sarà tassato sull'importo percepito come reddito personale, ma non subirà la tassazione aggiuntiva del 26% sui dividendi.