“Usiamo il passato prossimo per esprimere un'azione compiuta o un accadimento che 'lasciano tracce' […] nel presente. Usiamo il passato remoto per manifestare il distacco, e quindi la lontananza, di tali avvenimenti dal momento in cui ne parliamo.
Il passato remoto (o perfetto semplice) è un tempo verbale dell'indicativo e si usa per indicare un fatto avvenuto nel passato, concluso e senza legami di nessun tipo con il presente; la lontananza è di carattere sia cronologico, sia psicologico.
Questa forma verbale si coniuga combinando le forme del passato remoto indicativo degli ausiliari avere o essere con il ➔participio passato del verbo da coniugare. Non appena ebbe finito di piovere, l'orso uscì dalla sua tana.
non è considerato come accettabile nella grammatica dell'italiano standard: infatti l'effetto dell'azione sta ancora perdurando al momento presente dell'enunciazione, mentre il passato remoto indica in qualche modo una sorta di lontananza dell'evento.
Il trapassato prossimo (più raramente piuccheperfetto) è una forma verbale che indica la compiutezza oppure l'anteriorità temporale di un evento rispetto ad un momento passato: Ieri ho ricevuto quello che avevo chiesto il giorno prima.