Domanda di: Ing. Marianita Battaglia | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.3/5
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In polarità inversa c'è quindi più probabilità di una minore fusione e minore penetrazione. Questo tipo di polarità è più raccomandato per la saldatura di piccoli spessori. Per eseguire il collegamento in polarità inversa si collega la pinza porta elettrodo al (+) e la pinza di massa al (-).
L'inverter appunto, che è un dispositivo in grado di modulare la frequenza della corrente in uscita dai suoi morsetti . Gli inverter infatti, rispetto ai trasformatori tradizionali, permettono un ingombro molto inferiore a parità di potenza e prestazioni molto più elevate.
Il collegamento in polarità inversa si verifica connettendo il cavo di pinza (con pinza porta elettrodo) al polo positivo (+) della sorgente di saldatura e il cavo di massa (con pinza di massa) al polo negativo (-) della sorgente. Il calore dell'arco elettrico si concentra maggiormente sull'estremità dell'elettrodo.
Un amperaggio troppo basso farà si che l'elettrodo si attaccherà al pezzo, mentre un amperaggio troppo alto produrrà una saldatura ampia e il rischio di bucare il materiale da saldare. Per trovare l'amperaggio giusto, consigliamo di testare su materiali di scarto dello stesso spessore del pezzo da saldare.
La saldatrice inverter è adatta per la saldatura TIG, ovvero quel tipo di saldatura in cui bisogna stabilire un arco elettrico tra il metallo di base e un elettrodo non consumabile di tungsteno.