Crizia prevenne Teramene scegliendo tremila ateniesi che furono associati al governo e fece confiscare le armi di tutti gli Ateniesi che non facevano parte di questa lista.
A capo di Trasibulo e Anito, nel 404 a.C., gli ateniesi in esilio riconquistano il porto del Pireo. Il governo dei Trenta tiranni viene sciolto e lo stesso Crizia viene ucciso durante gli scontri.
Parola con cui si indicava nella Grecia del VII e del VI secolo a.C., chi si impadroniva del potere con sistemi rivoluzionari opponendosi al re o al capo eletto, sostituendo al governo oligarchico delle Città-Stato, un personale dominio.
Trenta tiranni è l'appellativo dato al governo imposto ad Atene da Sparta, al termine della Guerra del Peloponneso (404 a.C.). È stato un governo oligarchico gestito da 30 magistrati ateniesi filospartani, guidati dal sofista Crizia, un tempo allievo e interlocutore di Socrate.
Trenta tiranni è il nome dato dagli storici moderni ad un regime oligarchico instaurato ad Atene nel 404 a.C. dopo la sconfitta contro Sparta nella guerra del Peloponneso. Gli storici antichi si riferiscono ai tiranni semplicemente come «i Trenta» (in greco antico: οἱ τριάκοντα, hòi triàkonta).