Domanda di: Dr. Demian Gallo | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.5/5
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Il raggio di azione delle bombe dipende dal tipo di ordigno che viene sganciato: gli effetti più devastanti si concentrano entro il raggio di 2 km (in cui le possibilità di sopravvivenza sono praticamente nulle). Invece, oltre i 30 km dal luogo dell'esplosione il pericolo di radiazioni è nullo.
Dopo circa un paio di giorni il livello di radioattività dei materiali raggiunge un valore stabile e smette di diminuire, quindi dopo un'esplosione nucleare le prime 48 ore sono quelle più delicate per chi vive nei pressi dell'evento.
Per sfuggire all'onda d'urto delle bombe o all'esplosione di una centrale, si deve dunque cercare riparo sottoterra, nelle cantine, metro, rifugi di fortuna: trovare insomma un'area sotterranea, preferibilmente lontana dalla direzione in cui soffia il vento.
L'onda di calore può durare diversi secondi e infliggere gravi ustioni a km di distanza dal sito dell'esplosione. Anche l'onda d'urto si estende per km ed è ciò che provoca il maggiore danno, facendo cadere veicoli, edifici e detriti.
In caso di incidente nucleare bisogna raggiungere un luogo chiuso e portarsi al centro dell'edificio, il più possibile lontano da porte o da finestre. Chiudere le porte e le finestre. Spegnere gli impianti di aria condizionata e tutti i sistemi di presa d'aria esterna.