Devono essere sempre tre e, nella maggior parte dei casi, si attaccano alla parola che li precede e sono seguiti da uno spazio, a meno che il carattere successivo non sia una parentesi di chiusura o un punto interrogativo. Quando sono in fine di frase, la frase successiva inizia con la lettera maiuscola.
I puntini (detti anche puntini sospensivi) sono una piccola serie di punti (di solito tre: ‹...›) che, nella scrittura, segnalano il luogo in cui un discorso è stato interrotto o lasciato in sospeso (da qui il nome).
E non abusarne nel discorso indiretto: Ci pensò a lungo… Non usare mai i puntini di sospensione come se fossero altri segni di punteggiatura. Usali, per esempio, quando vuoi tenere il fiato sospeso (suspense) oppure quando non vuoi terminare una frase con una lunga lista di elementi.
Cosa vuol dire quando ti rispondono con i puntini?
Per quanto riguarda l'opportunità dell'uso, atteniamoci al nome: punti sospensivi significa che il discorso viene sospeso: per incertezza, per reticenza, per timidezza, per paura, per non far capire, per alludere, per sondare il terreno, per prendere tempo... o semplicemente perché si viene interrotti.
Possono essere usati per indicare titubanza, esitazione, desiderio di alludere e ammiccare. In alcuni casi sono una omissione di contenuto. Se devi leggere i punti di sospensione, foneticamente, rappresentano una pausa simile a quella che usiamo con la virgola.