Licenziare un dipendente indeterminato ha costi significativi, principalmente il Ticket di Licenziamento INPS (circa €635,67 per ogni anno di lavoro fino a 3 anni, poi €1.907,01 per oltre 3 anni, per il 2024) e le spettanze di fine rapporto (TFR, ferie, permessi, tredicesima/quattordicesima), più eventuali indennità sostitutive del preavviso. Il costo varia in base all'anzianità di servizio del lavoratore, ai motivi del licenziamento e al CCNL applicato, includendo anche oneri previdenziali e contributivi aggiuntivi.
Quanto costa licenziare un dipendente con contratto a tempo indeterminato?
L'importo si calcola applicando il 41% del massimale mensile di NASpI per ogni anno di anzianità maturato dal lavoratore negli ultimi tre anni. Per i rapporti più brevi, il contributo viene riproporzionato su base mensile, considerando mese intero ogni periodo lavorato per almeno quindici giorni.
Quanto deve pagare il datore di lavoro per licenziare un dipendente?
Licenziare un dipendente in Italia comporta costi fissi e variabili, principalmente il Ticket di Licenziamento (un contributo all'INPS pari al 41% del massimale NASpI per anno di anzianità, max 3 anni, circa 1.907€ per 3 anni nel 2024), più le spettanze di fine rapporto (TFR, tredicesima, ferie non godute), e l'eventuale indennità sostitutiva del preavviso se previsto dal CCNL e non concesso. Il costo può aumentare significativamente in caso di licenziamenti collettivi, variando da circa 1.388€ a oltre 11.000€ a seconda dell'accordo sindacale e della CIGS, come evidenziato nei calcoli di Jet HR.
La legge n. 92/2012, stabilisce infatti che il contributo dovuto è pari al “41 per cento del massimale mensile di NASpI per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni”.
Il datore di lavoro può licenziare un dipendente a tempo indeterminato?
Il datore di lavoro può licenziare un dipendente a tempo indeterminato per diversi motivi: licenziamento per motivi disciplinari: disposto per un comportamento colpevole o in malafede del lavoratore.