I costi per l'Arbitrato Bancario Finanziario (ABF) sono molto contenuti per il consumatore: si tratta di un contributo di 20 euro, versato prima del ricorso, che viene rimborsato dall'intermediario se la controversia viene accolta anche solo parzialmente; in caso di accoglimento totale o parziale, l'intermediario paga 200 euro alla Banca d'Italia. Eventuali costi aggiuntivi dipendono da consulenze legali o di associazioni consumatori, che possono aumentare le probabilità di successo, ma non sono obbligatorie per la procedura.
dovrai pagare soltanto 20 euro di contributo spese per la procedura. Se il tuo ricorso è accolto, anche solo in parte, l'intermediario è tenuto a rimborsarti i 20 euro, salvo i casi espressamente disciplinati dalle Disposizioni ABF in cui non è previsto il rimborso del contributo.
Si può ricorrere all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF) quando, dopo aver presentato un reclamo scritto alla propria banca o intermediario (es. mutui, conti correnti, carte), non si ottiene una risposta entro 60 giorni o la risposta è insoddisfacente, per risolvere controversie su servizi bancari e finanziari, purché non si sia già avviata una causa civile e l'importo richiesto (se denaro) non superi i 100.000 euro (o limiti superiori per altre richieste), entro un anno dalla scadenza del termine per la risposta del reclamo.
L Arbitro Bancario Finanziario può decidere su qualsiasi controversia?
L'ABF può decidere su tutte le controversie che riguardano i servizi bancari e finanziari, quali ad esempio i conti correnti, i mutui, i prestiti personali: • fino a 100.000 euro, se si chiede una somma di denaro; • senza limiti di importo, se si chiede soltanto di accertare diritti, obblighi e facoltà.