Domanda di: Sig. Giulio Battaglia | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 5/5
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Uno stato vegetativo è classificato come persistente quando si protrae per un tempo superiore alle 4 settimane; è invece definito permanente quando la sua durata va dai 6 ai 12 mesi. Tale distinzione è solo formale, in quanto le (poche) possibilità di recupero sono le stesse.
Inattesa scoperta di un team internazionale, esaminando i risultati di un elettroencefalogramma eseguito su un anziano paziente, che è deceduto all'improvviso per un infarto mentre era in corso l'esame. Che cosa accade nel cervello quando si passa dalla vita alla morte?
La morte cerebrale è la perdita permanente di attività cerebrale. In seguito a essa, una persona non è in grado di respirare o di mantenere le altre funzioni vitali in maniera autonoma e perde per sempre qualsiasi consapevolezza e capacità di pensiero.
I protocolli per l'accertamento della morte cerebrale includono l'elettroencefalogramma, un controllo dei riflessi muscolari sotto stimolazione e dell'impossibilità di respirazione autonoma, che permettono di distinguere il coma irreversibile dallo stato vegetativo, nel quale il trapianto non viene effettuato.
La morte avviene quando si verifica la mancanza di sangue e ossigeno (infarto) a tutto il cervello, compresa la parte più profonda, chiamata tronco, indispensabile per le funzioni alla base della vita quali, ad esempio, la respirazione, la circolazione del sangue, la temperatura corporea.