In particolare, in riferimento alla durata del controllo, al fine di agevolare e semplificare il rapporto fra Amministrazione finanziaria e contribuente, è stato fissato in 30 giorni, di massima, il periodo di permanenza presso la sede del soggetto ispezionato.
L' articolo 12, comma 5 della legge n. 212/2000 stabilisce che la permanenza dei verificatori dell'agenzia delle Entrate o della guardia di finanza, dovuta a verifiche presso la sede del contribuente, non può superare i trenta giorni lavorativi.
Quanti anni può controllare l'Agenzia delle Entrate?
Nel dettaglio, sulle dichiarazioni dei redditi presentate il Fisco può avviare accertamenti e controlli fiscali fino a cinque anni dalla data di presentazione. Ma in realtà si arriva fino a quasi sei anni. Considerando che annualmente i redditi presentati dai contribuenti si riferiscono all'anno precedente.
Di solito il Fisco mette in moto il processo che porta il contribuente a subire un accertamento fiscale, quando nota delle incongruenze tra le informazioni che riceve dalle varie “fonti di notizia”. Ciò fa presupporre delle possibili dichiarazioni mendaci e di conseguenza gli ispettori vanno a dare un'occhiata.
QUANDO SCATTA L'ACCERTAMENTO FISCALE? Quando il Fisco si rende conto, tenendo conto anche delle eventuali giacenze del conto corrente, che il contribuente possa aver omesso il pagamento delle tasse, scatta l'accertamento fiscale. Il fine, ovviamente, è quello di far pagare le tasse eventualmente evase.