Alto quattro metri e lungo sette, i sostegni forgiati lungo le ossa mantengono lo scheletro composto. Trascorsi un milione e trecento mila anni, il Mammut della città di L'Aquila, protetto dalle spesse mura del Castello Cinquecentesco, è ancora qui: maestoso e spavaldo, tra i più completi esemplari del Pleistocene.
La specie più grande conosciuta, il Mammuthus sungari che viveva tra la Cina e la Mongolia, raggiungeva l'altezza di 5 metri al garrese. Probabilmente i mammut pesavano circa 6-8 tonnellate, ma eccezionalmente i grandi maschi potrebbero aver superato le 12 tonnellate.
Dimensioni. Contrariamente all'opinione comune, il mammut lanoso non era gigantesco: ma grande poco meno dell'attuale elefante africano (ma comunque più dell'elefante asiatico), essendo la sua altezza compresa tra i 2,8-3,5 m al garrese.
Un orgoglio conservato nel Bastione Est del Castello Cinquecentesco è il Mammut, uno scheletro di Mammuthus meridionalis rinvenuto nel 1954 vicino L'Aquila. Il fossile, risalente a 1.300.000 anni fa, è uno degli esemplari più completi d'Europa.
Molti studiosi ritenevano che il motivo principale della estinzione fosse da ricercare nella caccia da parte dell'uomo per ottenere la carne e la lana; altri invece, ipotizzavano che la loro scomparsa fosse legata alla mancanza di un adattamento ai cambiamenti climatici avvenuti dopo l'ultima glaciazione.