Tra il 2015 e il 2020, infatti, l'evasione in Italia è scesa di 16,3 miliardi di euro. Il tax gap stimato dal Mef è sceso a 89,8 miliardi di euro, di cui 78,9 sono ascrivibili al mancato gettito tributario e gli altri 10,8 miliardi sono il “frutto” dell'evasione contributiva.
A partire dalla NADEF del 2022, è possibile analizzare le stime dei livelli di evasione all'anno fiscale 2019. L'evasione stimata, in quell'anno, è scesa a 99 miliardi di euro, per la prima volta sotto la soglia dei 100 miliardi, in calo di 4 rispetto al 2018.
Nel 2020, ultimo anno per cui le Entrate dispongono di dati concreti, “il tax gap ammonta a 67,5 miliardi”, a cui vanno aggiunti poco meno di 11 miliardi di contributi non pagati e altri 10 di imposte locali per un totale di 90 miliardi, meglio di 89,8 .
Secondo l'ultima relazione del ministero, che espone i dati dal 2015 al 2020, la tassa maggiormente evasa è l'Irpef, ovvero l'imposta sul reddito delle persone fisiche.
Il calo, come stimato dalla Relazione, è stato di circa 7 miliardi nel quinquennio 2015-2019. Dati preliminari sul 2020 indicano che l'evasione sulle entrate tributarie (al netto dell'IRPEF da lavoro dipendente e della TASI) si è ulteriormente ridotta di circa 9,2 miliardi di euro.