La resistenza del vetro varia enormemente in base al tipo (comune, temperato, stratificato), spessore e trattamento, ma in generale resiste molto bene alla compressione (fino a 1000 MPa), resiste a sbalzi termici (il temperato fino a 200-250°C), ma è fragile agli urti localizzati, sebbene il vetro temperato sia 4-5 volte più resistente e il stratificato offra maggiore sicurezza antisfondamento.
Il vetro ha densità pari a (2,5*10-6)Kg/mm3, che corrisponde, nel caso dei vetri piani, ad una massa di 2,5 kg per ogni m2 e per ogni mm di spessore. Il vetro offre un'elevatissima resistenza alla compressione (1 000 N/mm2 = 1 000 MPa).
Una resistenza alla rottura 6-7 volte superiore rispetto a quella di un vetro non temprato; La capacità di resistere a temperature vicine a 250° C; Una resistenza meccanica all'urto 4 volte maggiore del vetro normale; Una maggiore resistenza alla flessione.
Il vetro temperato è ampiamente utilizzato perché è resistente, sicuro e capace di sopportare diversi tipi di urto. Tuttavia, non è indistruttibile. Le cause della rottura spontanea possono essere diverse. Una delle più comuni è la presenza di inclusioni di solfuro di nichel.