Domanda di: Donatella Guerra | Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2026 Valutazione: 4.3/5
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Un trombo può formarsi relativamente in fretta, specialmente dopo un intervento chirurgico (rischio massimo nei primi 7-10 giorni), ma dipende molto dai fattori di rischio individuali come sedentarietà, fumo, disidratazione o alterazioni della coagulazione, potendo svilupparsi in ore o giorni in presenza di un rallentamento del flusso sanguigno, danno vascolare o ipercoagulabilità. La formazione è un processo che si attiva quando il sangue rallenta o c'è un danno alla parete del vaso, innescando i meccanismi di coagulazione.
Perché si formi un coagulo all'interno di un vaso (trombo) sono essenziali 3 fattori (noti come triade di Virchow): rallentamento del flusso sanguigno; danno della parete vascolare; ipercoagulabilità del sangue.
Il tempo necessario per lo scioglimento di un coagulo può variare a seconda della gravità del coagulo e dello stato di salute generale dell'individuo. I coaguli superficiali possono richiedere alcune settimane per risolversi, mentre la trombosi venosa profonda o l'embolia polmonare possono richiedere diversi mesi.
Solitamente si ricorre all'eparina, somministrata per via endovenosa o sottocutanea per alcuni giorni, e agli anticoagulanti orali, che vanno assunti per almeno 3-6 mesi. Talvolta si ricorre anche ai farmaci trombolitici, che servono a sciogliere più in fretta il trombo.
Oltre ad aiutare a ridurre il sovrappeso, il movimento evita il ristagno venoso che facilita la formazione di trombi. Basta fare ogni giorno un po' di movimento. Per esempio: camminare di buon passo per 4-5 chilometri.