I pittori cubisti anziché descrivere in modo fedele ciò che li circondava, scomponevano la realtà in piani e forme geometriche sintetizzando in un'unica composizione punti di vista diversi, che nella realtà non potrebbero essere adottati simultaneamente.
Tra i generi pittorici più tipici del Cubismo figurano interni di stanze, nature morte e ritratti. I soggetti più ricorrenti sono personaggi in poltrona, tavolini con vassoi e bottiglie, composizioni di strumenti musicali, giornali e carte da gioco.
I Cubisti vogliono rappresentare una realtà concreta. Un'altra fonte d'ispirazione fu il divisionista Seurat, che ideò la teoria del Puntinismo. Nel Cubismo si accentua il valore del volume, sottovalutando quello del colore (detto in questo periodo componente decorativo).
In ogni modo, la storia del Cubismo è segnata da tre fasi fondamentali: il Cubismo primitivo (1907-1909) in cui gli oggetti sono mostrati da più punti di vista; il Cubismo analitico (1909-1911), dove le forme vengono scomposte e ricomposte sulla tela; il Cubismo sintetico (1911-1916), che fa uso del collage ...
Il nome “Cubismo” non è scelto dai due artisti ma nasce da una serie di coincidenze: - Matisse, nell'osservare alcuni dipinti di Braque, dice: “sembrano fatti di piccoli cubi”; - Louis Veuxcelles, invece, osservando dei loro dipinti parlerà di “bizzarrie cubiste”.