Si scrive "tant'è vero che", con l'apostrofo che indica la caduta della "o" di "tanto" (e la elisione della "e" di "è"), per introdurre una prova o rafforzare una conclusione, come in "Non ci credeva, tant'è vero che se n'è andato". È una forma colloquiale, spesso usata anche come "tant'è che" o semplicemente "tant'è" per chiudere un ragionamento, accettando una situazione.
tant'è vero che → formula che introduce e avvalora una conclusione: non ne poteva più, tant'è vero che se ne è andato; tanto per cambiare → espressione usata ironicamente che significa come al solito, nuovamente: tanto per cambiare sei in ritardo.
"Ma tant'è" esprime rassegnazione di fronte a fatti inevitabili. Si usa per chiudere un discorso accettando la realtà, senza proteste o illusioni di cambiarla.
L'espressione tant'è vero che si usa per avvalorare quanto è stato detto precedentemente, portando nuove ragioni. Esempi: Non sapeva ancora nulla, tant'è vero che (= prova ne sia che) ha continuato a lavorare come prima. Non mi aspettavo una tua visita, tant'è vero che (= infatti) stavo per uscire.