Sì, l'amministratore di sostegno (AdS) può decidere il ricovero in una casa di riposo (RSA), ma generalmente necessita della specifica autorizzazione del Giudice Tutelare, soprattutto se il beneficiario è contrario o non in grado di esprimersi. La decisione deve sempre tutelare la salute e il benessere del beneficiario, rispettandone il più possibile la volontà e le esigenze.
Un amministratore di sostegno può decidere il ricovero in RSA?
Un amministratore di sostegno può decidere il ricovero in RSA? Sì, previa autorizzazione del giudice, se il ricovero è necessario per la salute e il benessere del beneficiario.
La legge italiana riconosce il principio di autodeterminazione: l'anziano, se capace di intendere e volere, ha diritto di accettare o rifiutare il ricovero. Nessuna decisione può essere presa senza il suo consenso, a meno che non sussistano condizioni mediche gravi e certificate che compromettano questa capacità.
L'amministratore di sostegno è la figura prevista per assistere e rappresentare una persona, per effetto di una menomazione fisica o di un infermità o di una menomazione psichica, si trovi nell'impossibilità anche temporanea di provvedere ai propri interessi.
Sì, in generale si perde l'indennità di accompagnamento se si viene ricoverati in una casa di riposo (o istituto) per più di 29 giorni e il costo è totalmente a carico dello Stato, ma l'accompagnamento spetta se la struttura non fornisce assistenza completa (richiedendo comunque un caregiver familiare/privato) o se si paga almeno parzialmente la retta, come nel caso di strutture private o con compartecipazione alla spesa, presentando apposita dichiarazione all'INPS.