I verbi italiani si classificano in tre coniugazioni sulla base della desinenza dell'infinito: la prima coniugazione è quella dei verbi in -are; la seconda coniugazione comprende i verbi in -ere; la terza coniugazione è quella dei verbi in -ire.
I verbi con l'infinito presente essere ed avere non appartengono a nessuna delle tre coniugazioni, ma hanno una coniugazione propria detta coniugazione dei verbi ausiliari. Questi due verbi vengono detti ausiliari in quanto vengono usati nella coniugazione di tutti gli altri verbi per i tempi del passato.
Quindi usiamo il verbo "potere" quando la capacità di fare o non fare qualcosa dipende dalla volontà o dal permesso di qualcun altro, non noi stessi! Ma usiamo il verbo "potere" anche quando la capacità di fare o non fare qualcosa dipende da una circostanza esterna, per esempio il fatto di non avere la macchina.
Potere è un verbo irregolare, transitivo e intransitivo. Nella forma attiva si coniuga con l'ausiliare avere; come verbo modale prende l'ausiliare del verbo che lo segue.