Domanda di: Ing. Piccarda Romano | Ultimo aggiornamento: 21 agosto 2026 Valutazione: 4.6/5
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Le benzodiazepine, usate per ansia e insonnia, presentano un alto rischio di tolleranza e dipendenza (fisica/psicologica) se assunte oltre le 4-6 settimane, spesso sviluppando "craving" (desiderio compulsivo). L'abuso, definito come assunzione non prescritta o prolungata, richiede una sospensione graduale e supervisionata per evitare gravi sindromi da astinenza.
Le benzodiazepine appartengono al gruppo dei depressori del sistema nervoso centrale, che inducono sensazioni di calma (ansiolitici), stordimento e sonno. Agiscono, facilitando il legame del neurotrasmettitore inibitorio (GABA) su diversi ricettori GABA in tutto il sistema nervoso centrale.
Le BDZ ad emivita breve sono indicate allorché il trattamento viene ragionevolmente previsto per un tempo pro- lungato, particolarmente nella cura dell'insonnia, evitando così la sonnolenza mattutina. Con questo termine si intende l'uso eccessivo per dosaggio e durata del farmaco.
Azapironi. Gli azapironi vengono solitamente assunti per: Disturbi d'ansia generalizzata. Ansia cronica (con meno rischio di dipendenza rispetto alle benzodiazepine)