Domanda di: Enrica De rosa | Ultimo aggiornamento: 2 giugno 2026 Valutazione: 4.6/5
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Il silenzio è comunemente associato al colore bianco, rappresentato come candido, avvolgente e pieno di potenzialità, simile alla neve. Viene percepito come l'assenza di rumore, un "file vuoto" o una pausa, capace di dare valore alle parole e di riflettere la nostra interiorità.
Il colore bianco. È un mondo così alto rispetto a noi, che non ne avvertiamo il suono. Sentiamo solo un immenso silenzio che, tradotto in immagine fisica ci appare come un muro freddo, invalicabile, indistruttibile, infinito.
È il silenzio della solitudine. C'è poi il silenzio bianco. Il bianco non è incolore, ma è la sintesi di tutti i colori. Questo è il silenzio che deve nascere dentro di noi - esercizio grandioso, ma necessario - per ascoltare quella voce di silenzio, che è la voce di Dio.
Il silenzio non è soltanto vuoto di comunicazione, assenza di rumore, pausa nel parlare; esso può essere anche qualcosa in cui cogliere una segreta intenzione comunicativa, il luogo in cui prende origine la parola e, quindi, già un “dire” particolarissimo.
A livello di contenuti e significati, a seconda del contesto, il silenzio può comunicare diverse emozioni. Leggi e pensieri o risultare impenetrabile e ambiguo. Può testimoniare attenzione non giudicante oppure disinteresse o, ancora, sorpresa.