La celebre frase attribuita a Socrate, spesso citata come "Che delusione/vergogna un uomo che invecchia senza aver mai visto la bellezza e la forza di cui il suo corpo è capace", sottolinea l'importanza di prendersi cura del proprio corpo e di raggiungere il proprio potenziale fisico. È un invito a non trascurare la forma fisica durante la vita.
La risposta è, finalmente, precisa e inequivoca: l'uomo è la sua anima, dal momento che è appunto la sua anima a contraddistinguerlo in maniera specifica da qualunque altra cosa. E per “anima” Socrate intende la ragione e la sede dell'attività pensante ed eticamente operante.
Le ultime parole di Socrate, riferite da Platone nel Fedone, furono un'esortazione all'amico Critone: "Critone, siamo debitori di un gallo ad Asclepio. Pagalo, non dimenticare". Questo riferimento ad Asclepio, dio della medicina, suggerisce che la morte fosse vista come una liberazione dalla malattia del corpo e un ritorno alla salute spirituale, una sorta di "guarigione".
La frase più famosa di Socrate è "So di non sapere" (in greco antico: Hèn oîda hóti oudèn oîda), che esprime la consapevolezza della propria ignoranza come fondamento della vera sapienza e motore per la ricerca della conoscenza, insieme al motto "Conosci te stesso". Queste massime sottolineano l'importanza dell'umiltà intellettuale e dell'autoesame per raggiungere la verità e vivere una vita degna di essere vissuta.