Che esami si fanno per vedere da dove viene l acufene?
Domanda di: Danuta Battaglia | Ultimo aggiornamento: 23 novembre 2023 Valutazione: 4.7/5
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Gli esami effettuati sono: Audiometria tonale: misura le frequenze udibili da 125 a 16.000 Hertz. Audiometria vocale: studia la distorsione o la mancanza di sensibilità della coclea nel silenzio e nel rumore. Impedenzometria, ricerca la soglia del riflesso stapediale e analizza la funzionalità tubarica.
A seconda del tipo e della gravità del disturbo, sapranno preparare un piano di cure individuale. Per poter individuare tipo e gravità del disturbo, si esegue una acufenometria, cioè un esame il cui scopo è quello di stabilire il range tonale dell'acufene e la sua intensità soggettiva.
L'acufene è un sintomo a eziologia multifattoriale, vale a dire che solo molteplici le cause o le concause alla base della sua insorgenza. Tra le principali si possono menzionare traumi acustici, invecchiamento, infezioni virali o batteriche, tossicità dei farmaci e sordità genetiche.
Che tipo di risonanza magnetica bisogna fare per gli acufeni?
La Risonanza magnetica dell'angolo ponto cerebellare sarà necessaria per escludere la presenza del neurinoma dell'acustico e dovrà essere effettuata, senza urgenza, e soprattutto, senza ritardare l'inizio della terapia.
L'otorinolaringoiatra è anche il medico di riferimento del distretto cervico-facciale e del basicranio. In generale ci si rivolge dunque all'otorinolaringoiatra quando si è in presenza di una malattia dell'orecchio come le otiti, la mastoidite o in presenza di occlusioni.