Secondo Rousseau l'uomo è buono per natura (mito del buon selvaggio), ma è la società e la civilizzazione che lo corrompono. Quest'idea è controcorrente perché l'Illuminismo è un movimento positivista che crede nel progresso. Continua dicendo che la disuguaglianza è la fonte di tutti i mali e della decadenza.
Il mito del buon selvaggio, nella filosofia elaborata da Jean Jacques Rousseau, spiega la sua convinzione che l'uomo in origine fosse buono e pacifico e che solo successivamente, corrotto dalla società e dal progresso, diventasse malvagio.
Il mito del buon selvaggio nasce dalla cattiva coscienza di una civiltà che fa i conti con le sue imprese coloniali e critica le sue costrizioni, ipocrisie e servitù. Alle origini il mito del buon selvaggio nasce da un'aspirazione autentica alla purezza delle origini ma il risultato è un falso naturalismo.
Vivevano nell'immediatezza di un eterno presente, vivevano in equilibrio con la natura. L'uomo è buono per natura. Anzi, a rigore, nello stato di natura gli uomini non sono né buoni né cattivi, perchè ancora non esiste la morale, che nasce con la società.
Rousseau teorizza uno stato in cui la sovranità appartiene al popolo su un modello di democrazia diretta: il potere legislativo (fare le leggi) è del popolo; il potere esecutivo (far eseguire le leggi) è del Governo, i funzionari del quale sono scelti dal popolo e vige il principio di elezione e di removibilità.