Chi è il personaggio dantesco che dice Fatti non foste?

Domanda di: Rosalba Caruso  |  Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023
Valutazione: 4.4/5 (17 voti)

Dantedì Gassman legge Ulisse: Fatti non foste a viver come bruti. Vittorio Gassman legge le accorate, famosissime parole rivolte da Ulisse ai suoi compagni nel canto XXVI dell'Inferno di Dante Alighieri: "considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza".

Chi è il personaggio dantesco che dice Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza?

Ulisse è l'uomo che esprime una delle sue aspirazioni più alte, il desiderio di conoscenza: «Considerate la vostra semenza: / Fatti non foste a viver come bruti, / Ma per seguir virtute e conoscenza».

Chi sono i bruti Ulisse?

Analisi del canto. Nel Canto XXVI si tratta dei consiglieri fraudolenti ossia condottieri e politici che non agirono con le armi e con il coraggio personale ma con l'acutezza spregiudicata dell'ingegno.

Cosa vuole intendere Ulisse quando dice Considerate la vostra semenza fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza?

Quindi l'essere umano, dice Dante, è fatto per inseguire le virtù, è fatto per migliorarsi di giorno in giorno, per assumere un valore sempre maggiore, “e conoscenza”: “seguir virtute e canoscenza“, cioè per conseguire le virtù e per imparare cose. Se l'uomo non impara non ha valore.

Perché Dante vuole parlare con Ulisse?

Dante fa parlare Ulisse con Virgilio perché ha quasi paura del confronto del personaggio mitologico. Inoltre Dante fa dire ad Ulisse la frase; “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”.

Dante Alighieri: fatti non foste a viver come bruti...