Il concetto di inferno come luogo di punizione eterna non ha un singolo "inventore", ma è il risultato dell'evoluzione del pensiero teologico cristiano alto-medievale, influenzato da figure come Sant'Agostino e Gregorio Magno. Dante Alighieri ha poi definito la sua struttura geografica e narrativa nel Trecento.
L'inferno è stato creato per gli angeli che si sono allontanati da Dio. Matteo: 25:41 Allora dirà anche a quelli alla sua sinistra: "Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli". Per estensione, è anche per le persone che hanno deciso di vivere separate da Dio.
1035 La Chiesa nel suo insegnamento afferma l'esistenza dell'inferno e la sua eternità. Le anime di coloro che muoiono in stato di peccato mortale, dopo la morte discendono immediatamente negli inferi, dove subiscono le pene dell'inferno, « il fuoco eterno ».
Durante il Medioevo la concezione di "Inferno" è stata esposta, spiegata e mostrata nella prima cantica dell'opera di Dante Alighieri, la "Divina Commedia". Infatti, l'Inferno di Dante è l'espressione di tutta la dottrina teologica e filosofica del Cristianesimo riguardo al luogo di soggiorno degli ingiusti.
L'Inferno, primo regno attraversato dal poeta e dal fido Virgilio, è concepito da Dante come un grosso imbuto a forma di pozzo scosceso, creatosi - secondo la tradizione - dall'angelo caduto Lucifero che, precipitando sulla Terra e conficcandovisi al centro, avrebbe generato la voragine.