Domanda di: Dott. Gianantonio Villa | Ultimo aggiornamento: 21 aprile 2026 Valutazione: 4.8/5
(61 voti)
Lo smaltimento dell'amianto è a carico del proprietario dell'immobile o dei condomini (in base ai millesimi) nel momento in cui la bonifica viene effettuata, indipendentemente da chi abbia installato il materiale. Anche in caso di affitto, l'onere ricade sul proprietario, non sul locatario. Sono previste detrazioni fiscali del 50%.
Nel caso degli edifici condominiali, le spese per la rimozione dell'amianto devono essere sostenute dai condomini. La legge stabilisce infatti che questo tipo di intervento debba essere finanziato dai vari proprietari in base alla loro quota millesimale.
L'eternit va rimosso obbligatoriamente quando è danneggiato, friabile o deteriorato e rischia di disperdere fibre cancerogene nell'ambiente, oppure se è previsto di sottoporlo a lavori di manutenzione/ristrutturazione. Se l'amianto è in buone condizioni, non è necessaria la rimozione immediata, ma si deve attuare un programma di controllo periodico e manutenzione, come previsto dal D.M.S. 06/09/1994, che può includere incapsulamento o confinamento.
I proprietari degli immobili che contengono materiali in eternit devono presentare denuncia all'Asl (Azienda sanitaria locale), in caso contrario, il vicino potrà rivolgersi alle pubbliche autorità per segnalarlo.