Chi redige il codice di comportamento?

Domanda di: Mariapia Giordano  |  Ultimo aggiornamento: 30 giugno 2026
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Il codice di comportamento (o di condotta) è redatto da team interni (HR, legali, vertici aziendali) per le imprese, o definito a livello governativo e amministrativo per il settore pubblico, con l'obiettivo di stabilire valori, etica e regole di condotta.

Chi definisce il codice di comportamento?

Il Governo definisce un codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni al fine di assicurare la qualità dei servizi, la prevenzione dei fenomeni di corruzione, il rispetto dei doveri costituzionali di diligenza, lealtà, imparzialità e servizio esclusivo alla cura dell'interesse pubblico.

Chi redige il codice di condotta?

Chi redige il codice di condotta? Il codice di condotta è redatto da un team interno di esperti, solitamente composto da professionisti HR, dirigenti senior e consulenti legali, tutti profondamente impegnati a mantenere integrità e etica all'interno dell'organizzazione.

Qual è la differenza tra un codice etico e un codice di comportamento?

I codici etici hanno una dimensione “valoriale” e non disciplinare e sono adottati dalle amministrazioni al fine di fissare doveri, spesso ulteriori e diversi rispetto a quelli definiti nei codici di comportamento, rimessi alla autonoma iniziativa di gruppi, categorie o associazioni di pubblici funzionari.

Chi sono i soggetti tenuti al rispetto del codice di comportamento?

Art.

1. Il presente codice di comportamento, di seguito denominato “Codice”, definisce, ai fini dell'articolo 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, i doveri minimi di diligenza, lealtà, imparzialità e buona condotta che i pubblici dipendenti sono tenuti ad osservare.

Il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici - Aggiornamento