Domanda di: Jelena Grassi | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
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Sul campo, il compito del guardalinee è semplice: assistere l'arbitro. Che si tratti di segnalare un fuorigioco o dirigere una rimessa laterale, l'arbitro si affida molte volte alle decisioni del guardalinee.
La formulazione della regola secondo cui un calciatore si trova in posizione di fuorigioco se una parte qualsiasi del suo corpo, escluse le braccia e le mani, è più vicina alla linea di porta avversaria sia rispetto al pallone sia rispetto al penultimo difendente, è recente, in quanto fino alla stagione 2004-05 in ...
Il ritardo nella segnalazione della posizione di fuorigioco permette di non commettere l'errore di fermare una azione regolare e trova la sua concretizzazione al momento del controllo da parte del VAR, che ha molto più tempo e molti più punti di vista dell'Assistente per poter prendere una decisione migliore.
La posizione di fuorigioco non è interpretabile ovvero non è un tipo di valutazione soggettiva. Infatti, qualsiasi calciatore attaccante che abbia una parte del corpo valida per segnare una rete oltre il penultimo difendente, si trova automaticamente in posizione di fuorigioco.
Quando l'arbitro sanziona un'infrazione di fuorigioco, interrompe il gioco ed assegna un calcio di punizine indiretto in favore della squadra avversaria. Tale calcio di punizione dovrà essere eseguito dal punto in cui si trovava il calciatore in posizione irregolare al momento del passaggio del compagno.