Domanda di: Jelena Sanna | Ultimo aggiornamento: 8 dicembre 2023 Valutazione: 4.8/5
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L'indennità spetta per un massimo di 180 giorni durante l'anno, 6 mesi, nel caso il lavoratore abbia un contratto a tempo indeterminato. L'INPS corrisponde il 50% della retribuzione prevista da contratto a partire dal quarto giorno di malattia fino al ventesimo.
L'aspettativa per motivi personali può essere richiesta dai lavoratori con contratto a tempo indeterminato, dipendenti pubblici e privati, compatibilmente con le esigenze organizzative o di servizio dell'azienda. Sono esclusi: i lavoratori a tempo determinato; i lavoratori con contratto di formazione e lavoro.
Durante il periodo di aspettativa dal lavoro il lavoratore rinuncia allo stipendio, senza perdere la propria occupazione. Tuttavia, la legge prevede alcune condizioni che consentono al lavoratore di ricevere ugualmente la regolare retribuzione prevista dal suo contratto di lavoro.
L'aspettativa non retribuita (o congedo) è un periodo di assenza dal lavoro senza stipendio, per motivi personali previsti dalla legge. L'aspettativa non retribuita è quel periodo di assenza dal lavoro (anche detto congedo) in cui il dipendente, pur mantenendo il posto di lavoro, non riceve alcun trattamento economico.
Quanto tempo prima bisogna chiedere l'aspettativa?
Nell'ambito del periodo di cui sopra, al lavoratore assunto a tempo indeterminato ed avente un'anzianità di servizio non inferiore ad un anno, sarà altresì concessa un'aspettativa da un minimo di 15 giorni ad un massimo di tre mesi, per gravi e comprovate necessità personali di carattere oggettivamente straordinario.