La definizione di Big Data si riferisce a dati che contengono una maggiore varietà, che arrivano in volumi crescenti e con più velocità. Questo concetto è anche noto come le tre V. In parole povere, i big data sono set di dati più grandi e complessi, provenienti soprattutto da nuove origini dati.
Telefonini, televisori, carte di credito, sensori connessi ai più disparati servizi (trasporto urbano, infrastrutture, edifici pubblici e privati…) sono tutti fonti di informazioni ed esempi di big data nella vita quotidiana.
Ad esempio, è possibile accedere ai dati provenienti da qualsiasi fonte, analizzarli e trovare risposte che consentano 1) di ridurre i costi, 2) di accorciare le tempistiche, 3) di sviluppare nuovi prodotti e ottimizzare le offerte e 4) di prendere decisioni più smart.
Quali sono le tre sorgenti principali dei Big Data?
variabilità: una caratteristica riferita alla possibile inconsistenza dei dati analizzati; complessità: che aumenta in maniera direttamente proporzionale alla dimensione del dataset; veridicità: relativa al valore informativo che è possibile estrarre dai dati.
Il compito del Data Scientist è saper gestire i Big Data (dati in grandi quantità, strutturati e non strutturati) e trarne indicazioni utili per l'attività e il successo dell'organizzazione per cui lavora. Ripensare il performance management. Quali nuovi approcci possibili? Scopri l'app Feedback4You!