Domanda di: Sebastian Marchetti | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.8/5
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Dal 1° gennaio 2023 calerà il sipario sull'attuale schema articolato su tre fasce di reddito per la rivalutazione delle pensioni: 100% per i trattamenti fino a 4 volte il trattamento minimo Inps (circa 525 euro); 90% per quelli superiori a 4 volte e fino a 5 volte il minimo; 75% sulle fasce di importo superiori a 5 ...
per il 2023, un aumento dell'1,5% per chi percepisce la pensione minima, innalzato al 6,4% per i soggetti di età pari o superiore a 75 anni; per il 2024, un aumento del 2,7% per i beneficiari delle pensioni minime.
Per i trattamenti pari o inferiori a quattro volte il minimo (2.101,52 € al mese ai valori lordi del dicembre 2022) la rivalutazione, pari al 100% dell'aumento dell'indice dei prezzi al consumo, è stata applicata dall'INPS a partire dal 1° gennaio 2023, determinando un incremento delle pensioni pari al 7,3%.
L'aumento delle pensioni scatta da marzo 2023 per i pensionati con un importo di pensione oltre 4 volte in trattamento minimo (pensioni oltre 2.101,52 euro), mentre l'aumento delle pensioni è già scattato da gennaio per coloro che hanno una pensione fino a 2.101,52 euro (4 volte il trattamento minimo).
Per la rivalutazione del 2023, il decreto ha fissato l'aumento al tasso del 7,3% che porta il minimo Inps, ad esempio, da 525,38 euro a 563,73 euro con un aumento di 38,35 euro mensili ovvero di 498 euro in un anno (tredici mensilità). La perequazione interessa tutte le pensioni, di qualunque importo.