Come si chiamano i bambini nati morti?

Domanda di: Thea Grasso  |  Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023
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Molti usano rivolgersi ai bambini nati morti con la parola “angioletto”. Molte madri sono liete di usare questa parola e quindi per loro è un buon termine, molte altre invece la odiano.

Cosa vuol dire nato morto?

La definizione di “nato morto” (stillbirth) è diversa a livello internazionale. In base alla legislazione italiana il nato morto è definito come il feto partorito senza segni di vita dopo il 180esimo giorno di amenorrea (>25+5 settimane gestazionali).

Quando un bambino nasce morto?

Il bambino nato morto è registrato all'anagrafe nello stato civile ed ha tutti i diritti che spettano ad ogni altro essere umano, indipendentemente dal fatto che la sua morte sia avvenuta mentre era ancora nell'utero della madre. Egli ha quindi anche il diritto a ricevere sepoltura.

Cosa succede ai bimbi nati morti?

Cosa prevede la legge

Per legge, i bambini sono considerati “nati morti” solo quando abbiano superato le 28 settimane di gestazione al momento del parto. Pertanto se un bambino nasce morto dopo la 28° settimana dovrà essere registrato presso l'anagrafe e, solo successivamente, si potrà procedere alla sua sepoltura.

Cosa vuol dire morte perinatale?

Il lutto “perinatale” è, nello specifico, la perdita del bambino nella seconda metà della gravidanza e nelle settimane successive alla nascita: nella definizione estesa di lutto perinatale è compresa anche la morte del bambino entro i primi 28 giorni di vita (morte neonatale tardiva).

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