Domanda di: Dr. Rudy Rossi | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.5/5
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Usando forbici, pinze, bisturi e nastri adesivi specifici si riparano i danni fisici della pellicola: rotture, strappi, perforazioni mancanti. Le pellicole sono poste in essiccatura con sostanze assorbenti o reidratanti per asciugare le parti umide o per restituirne flessibilità e plasticità.
Il costo del restauro di un lungometraggio varia dai 15.000 ai 75.000 euro: una cifra ben alta, sia per le istituzioni pubbliche sia per quelle private, che devono quindi scegliere alcuni titoli tra le loro vastissime collezioni.
Il restauro cinematografico è un'attività di manutenzione e di recupero delle pellicole cinematografiche da parte di storici del cinema, archivisti, musei, cineteche ed organizzazioni non-profit al fine di preservare le immagini in esse contenute.
La pellicola cinematografica è un nastro realizzato in triacetato di cellulosa o in poliestere, materiale più sottile, che permetteva di occupare meno spazio.
Luogo e istituzione dove vengono sistematicamente raccolti, catalogati, restaurati e conservati i film e altri materiali cinematografici come fotografie, sceneggiature, macchine da proiezione, bozzetti di scenografie, ecc.