Domanda di: Sig. Terzo Ricci | Ultimo aggiornamento: 28 febbraio 2026 Valutazione: 5/5
(35 voti)
Si scrive sant'uomo con l'apostrofo. Si tratta di un caso di elisione della vocale finale 'o' di "santo" davanti alla vocale 'u' della parola "uomo", come indicato in questa guida di ilLibraio.it e negli esempi di Corriere della Sera. L'uso dell'apostrofo è corretto davanti a parole maschili che iniziano per vocale.
E infine santo che diventa Santo con l'apostrofo davanti a nomi propri che iniziano vocale Sant'Andrea e nell'espressione sant'uomo diventa Sanna davanti a noi proprio maschili che iniziano per consonanti o per i seguita da vocale ad esempio San Giovanni, San Zeno, San Jacopo ma non davanti a nomi propri che iniziano ...
con bello e quello: bell'aereo, quell'uomo; con la particella avverbiale ci davanti alle voci del verbo essere che cominciano con la vocale e (alcune forme del presente e tutto l'imperfetto indicativo): c'è, c'era; con la parola santo: sant'uomo.
L'apostrofo è obbligatorio con l'articolo determinativo maschile singolare lo (l'imbuto, l'oboe; davanti a semiconsonanti abbiamo sempre l'apostrofo, l'uomo, ma lo iodio, piuttosto che l'iodio) e si trova usato sistematicamente anche con il femminile la (l'anima, l'onda, l'iscrizione, piuttosto che la iscrizione).
Come si scrive pover uomo con l'apostrofo o senza?
poveruomo /pove'rwɔmo/ (o pover'uomo; pop. poveromo) s. m. [grafia unita di pover(o) uomo] (pl., raro, poveruòmini). - 1. [persona che si trova in tristi o cattive condizioni, anche come espressione di commiserazione] ≈ e ↔ [→ POVERACCIO].