La Legge 104 in busta paga garantisce principalmente il diritto a 3 giorni di permesso mensile retribuito (coperti da contribuzione INPS), senza decurtazioni di stipendio, tredicesima o quattordicesima. Inoltre, prevede il congedo straordinario retribuito fino a due anni (art. 3 comma 3), con indennità pari all'ultima retribuzione.
104 e congedi parentali. Tra gli aumenti dei trattamenti pensionistici del 7,3% a decorrere dal 1° gennaio 2023, rientra anche il trattamento mensile dell'indennità d'accompagnamento per gli invalidi civili che passa dall'importo del 2022 di euro 529,94 a euro 568,58 per il 2023 con un incremento di 38,68 euro mensili.
Le novità principali per la Legge 104 nel 2025, introdotte dalla Legge 106/2025, riguardano estensioni dei diritti per lavoratori e caregiver, tra cui 10 ore aggiuntive di permesso retribuito per cure, un congedo non retribuito fino a 24 mesi per malattie gravi (da agosto 2025) e la possibilità di lavoro agile prioritario per chi assiste o è invalido grave (≥74%), oltre a una detrazione fiscale maggiorata per figli a carico con disabilità e l'istituzione di un fondo dedicato ai caregiver. Queste misure si affiancano alla normativa esistente, ampliando il supporto.
Il congedo straordinario biennale per assistere familiari con disabilità grave (Legge 104/1992, art. 3 comma 3) è retribuito con un'indennità a carico di INPS che ha un importo pari all'ultima retribuzione mensile percepita prima del congedo.
Da ciò deriva che il diritto ai permessi 104 è un diritto sancito dalla legge e non è, dunque, una scelta a discrezione dell'azienda. Nessun datore di lavoro in nessun caso può negare al lavoratore i permessi previsti dalla legge 104 per dare assistenza e prendersi cura di un familiare con disabilità.