Domanda di: Romolo Ferrari | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
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- Nei tempi antichi, più che esplosivi veri e proprî si usavano, a scopi bellici, materiali incendiarî. I primi fuochi greci di cui si ha conoscenza non erano che miscele di pece, resine, grassi, zolfo e carbone, alle quali veniva dato fuoco al momento di lanciarli contro il nemico.
La polvere pirica o polvere nera è una miscela di carbone (15 per cento), nitrato di potassio o salnitro (75 per cento) e zolfo (10 per cento). Insensibile agli urti, per esplodere deve entrare in contatto con una fiamma o una fonte di calore, anche solo una piccola scintilla.
La dinamite è un derivato della nitroglicerina che, miscelata con sostanze assorbenti neutre come la farina fossile e la silice o attive come la segatura e la cellulosa, dà origine a una miscela solida stabile a temperatura ambiente.
La nitroglicerina è preparata attraverso la nitrazione della glicerina, in cui si introducono 3 gruppi nitro (-NO2), derivanti dall'acido nitrico (HNO3): HNO3 + H2SO4 → H2NO3+ + HSO.
Gli esplosivi possono essere classificati anche sulla base del loro stato fisico: così si hanno gli esplosivi solidi (per es., tritolo e trimetilentrinitroammina), gli esplosivi al plastico (miscugli di esplosivo con plastificanti), gli esplosivi colloidali (per es., impasti di dinamite-gomma), gli esplosivi liquidi ( ...