suffiggere]. – 1. In linguistica, elemento formativo di una parola, con funzioni di derivazione e di determinazione morfologica e semantica, costituito da uno o più fonemi o sillabe, posposti alla radice o al tema di una unità lessicale: i s. diminutivi più comuni in italiano sono -ino, -etto, -ello.
In linguistica il suffisso è un elemento che è posto alla fine di un tema o di una radice per formare una parola. Esso può anche aggiungersi a una parola già compiuta, formando, per derivazione, una parola suffissata (suffissazione).
La desinenza (o morfema grammaticale) è la parte finale e variabile del discorso e indica: In un sostantivo il genere (maschile o femminile) ed il numero (singolare o plurale) mentre in un verbo il modo (indicativo) il tempo (presente) la persona (prima persona singolare).
Per estensione, salamen finisce per costituire la radice etimologica di salume e in particolare di alcuni insaccati, tra cui il salame e la bresaola, il cui suffisso -saola, sta ad indicare proprio il sale e la salagione cui è sottoposto questo pregiato prodotto, a base di carne di manzo.