L'apertura del diaframma viene misura in valori numerici “f”, che non rappresentano la dimensione del diaframma, bensì dipendono dal rapporto tra lunghezza focale e apertura. Maggiore è questo numero, minore sarà l'apertura e viceversa.
Sull'obiettivo nella foto qui sopra leggiamo 18-55mm 1:3.5-5.6; questo vuol dire che a 18mm la massima apertura sarà f/3.5, mentre a 55mm scenderà a f/5.6.
In pratica un obiettivo f/1.4 è otto volte (2x2x2) più luminoso di un obiettivo f/4, permette quindi, alla massima apertura, di usare tempi otto volte più veloci, possiamo quindi scattare in 1/125 di secondo anziché in 1/2 secondo.
f/1.8 indicano un'apertura del diaframma ampia, una profondità di campo ridotta e conseguentemente un'area di messa a fuoco limitata. *Valori di f alti, es. f/22 comportano una ristretta apertura del diaframma, ampliano la profondità di campo permettendo di avere a fuoco una porzione dello spazio più larga.
Nel paesaggio la profondità di campo è molto elevata. Infatti tutti gli elementi della scena, dal primo piano fino allo sfondo sono perfettamente a fuoco. In questo caso l'apertura è molto piccola, ovvero l' f/stop è un valore alto. Più precisamente, in questo particolare esempio, l'apertura è pari a f22.