In calabrese, suriaca (o sujaca) significa fagiolo. Indica generalmente il legume secco, spesso riferendosi a varietà locali sferiche e bianche (come la tipica suriaca di Caria o quella delle Serre), base della cucina povera e tradizionale della regione.
La suriaca di la Sérra – coltivata tra i 700 e i 1.200 metri sul livello del mare, in piccoli appezzamenti di terreno e per lo più destinati all'autoconsumo – è un fagiolo bianco a pisello. Ha quindi forma sferica e un inconfondibile sapore delicato e dolce, con consistenza pastosa.
La suraca russa (termine dialettale traducibile come “fagiola rossa”) deve il suo nome al caratteristico colore del seme, un rosso porpora intenso con leggerissime striature beige scuro. L'apparato radicale della pianta adulta si presenta molto ramificato ma superficiale.
La Sujaca di Caria di Drapia è una varietà di fagiolo locale con baccello di colore verde con i legumi di colore bianco con portamento “nano”, tipica di un agro ecosistema collinare denominato “Altopiano del Poro” in provincia di Vibo Valentia.