Domanda di: Ing. Naomi Damico | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.5/5
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Quando questo cade sulla a (pànico) il termine assume l'accezione di paura, di terrore e nel plurale muta la o in i: pànici; quando cade, invece, sulla i (panìco) il termine sta per becchime per uccelli e nella forma plurale prende la desinenza -chi: panìchi.
nelle parole tronche l'accento sull'ultima sillaba (mercoledì, virtù); nelle parole piane l'accento va sulla penultima sillaba (libro, giornale); nelle parole sdrucciole l'accento va sulla terzultilma sillaba (zucchero, origine); nelle parole bisdrucciole l'accento va sulla quartultima sillaba (parlamene, verificano).
La forma corretta del perché quindi è quella con l'accento acuto "é", come accade anche a tante altre parole che finiscono per -che che richiedono alla fine sempre l'accento acuto: giacché, poiché, affinché, dacché, benché, ecc… Il perché inoltre si pronuncia e legge sempre con la e chiusa.